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    • Santa Rita da Cascia

      Nata a Roccaporena di Cascia nel 1381, S. Rita vive successivamente le esperienze di giovane, di sposa, di madre, di vedova e infine di monaca agostiniana per ben 40 anni, santificando la sua esistenza fatta delle piccole cose di ogni giorno. Rita è la santa delle rose perché l'amore e il dolore nella sua vita sono stati inseparabili come la rosa è sempre accompagnata dalle spine. Santa Rita muore a Cascia nel 1447 e viene beatificata nel 1627.

      Santa Scolastica

      Santa Scolastica nata a Norcia verso il 480 e morta a Piumarola nel 547, fu sorella di San Benedetto. Della sua vita si conoscono solo le poche vicende tramandate ne "Il Libro dei Dialoghi" di san Gregorio Magno. Di certo si sa che almeno alcuni anni prima della morte dimorava nei pressi di Montecassino. Santa Scolastica è invocata dalla tradizione popolare per difendersi dai fulmini e per ottenere la pioggia.

      Braccio Fortebracci da Montone

      Nacque il 1 luglio 1368 da una nobile famiglia perugina. Divenne condottiero probabilmente per vendicare il padre, espropriato di ogni bene e mandato in esilio a causa delle discordie tra fazioni che colpivano la Perugia del tempo. Fu un personaggio molto ambizioso ed un sagace uomo politico, tanto da stringere alleanza con la Chiesa per tentare di stabilire il proprio potere su Perugia. Dopo aver sconfitto, con furbizie o con la lotta, i nemici Orsini e Malatesta, ricevette l'atto di sottomissione di gran parte della città ed ebbe il potere sull'Umbria. Così facendo, però, si attirò le inimicizie delle Signorie vicine e della stessa Chiesa che affidò il vicariato dell'Umbria a Guidantonio da Montefeltro e gli contrappose anche Muzio Attendolo Sforza. Entrambi si ritirarono dopo dure sconfitte. Dopo essere stato nominato vicario dell'Umbria nel 1420 dal Pontefice Martino V estese i suoi poteri a molti castelli negli Abruzzi e assediò L'Aquila, importante possedimento della Santa Sede. La città, però, resistette e dopo una sanguinosa battaglia, Braccio da Montone fu sconfitto il 2 giugno 1424. Fu ferito in seguito dal gruppo dei Michelotti, che erano a capo della fazione popolare di Perugia. Morì il 5 giugno 1424, dopo tre giorni di agonia durante i quali, sentendo che la sua vita da grande condottiero era al termine, non accettò cure ne' visite.

      Bernardino di Betto detto il Pinturicchio

      Madonna con bambinoBernardino di Betto detto il Pinturicchio nacque a Perugia nel 1454. Entrato nella bottega del Perugino, andò con lui a Roma per partecipare alla decorazione della Cappella Sistina, della quale eseguì, con la bottega del maestro, il Battesimo di Cristo ed il Viaggio di Mosè, tra gli anni 1481 ed il 1483. Tornato a Roma tra il 1485 ed il 1490, dipinse le Storie di Vita di San Bernardino nella Chiesa di Santa Maria di Aracoeli e decorò la Cappella di San Gerolamo e quella di Santa Caterina in Santa Maria del Popolo. Tra il 1492 ed il 1495 gli vennero commissionati gli affreschi degli appartamenti di Papa Alessandro Borgia in Vaticano, dove creò le cosiddette "grottesche", ornamentazioni a motivi fantastici, che servirono da modello successivamente per le decorazioni della maiolica. Negli anni seguenti gli furono commissionate numerose opere come la pala per la Chiesa di Santa Maria dei Fossi e gli affreschi per la cappella Baglioni in Santa Maria Maggiore a Spello, nonché il proprio ritratto autografato per il Collegio del Cambio a Perugia. Tra le ultime opere si ricordano le Storie della vita di Enea Silvio Piccolomini (Papa Pio II) per la Libreria Piccolomini a Siena, città in cui morì nel 1513.

      Pietro Vannucci detto il Perugino

      Nacque a Città della Pieve, in provincia di Perugia, tra il 1445 e il 1448. Frequentò a Firenze la scuola del Verrocchio e si ispirò a Botticelli, Leonardo, il Pollaiolo ed a Piero della Francesca, del quale imitò le tecniche spaziali e prospettive. Nel 1478 gli fu commissionata da Papa Eugenio IV a Roma la decorazione della Cappella della Concezione, purtroppo perduta. E' del 1481 la commissione della Cappella Sistina, nella quale eseguì vari affreschi dal 1481 al 1483. In quest'occasione dipinse il suo capolavoro, La Consegna delle Chiavi: dal tempio sul fondo dell'opera partono le linee della pavimentazione mentre in primo piano figurano numerosi personaggi, tra i quali lo stesso pittore. L'opera più tardi ispirerà Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello. In seguito alla sua grande fama gli furono commissionate opere nelle più importanti città d'Italia. Alcune tra le sue opere celebri sono: La Madonna con il Bambino, conservata a Washington, la Pietà, la Visione di San Bernardo, esposte agli Uffizi, la Pala dei Decemviri ed il Compianto sul Cristo morto, che fanno parte della Pinacoteca Vaticana e i Polittici di Fano. L'artista morì a Fontigliano nel 1523.

      Gerardo Dottori

      Installazione futurista di Gerardo DottoriNacque a Perugia nel 1884, dove si iscrisse all'Accademia di Belle Arti. Partì per Milano nel 1906, ma fu costretto a rientrare a Perugia e riprese l'Accademia, della quale criticò in quegli anni il modo di impartire gli insegnamenti. Nel 1908 venne a contatto con gli intellettuali d'avanguardia fiorentini Settimelli, Carli e Scattolini. Dopo aver conosciuto Giacomo Balla nel 1911, aderì al Futurismo. Nel 1914 organizzò una serata futurista con Filippo Tommaso Marinetti, che lo invitò a partecipare alla mostra dei maggiori esponenti futuristi in Piazza Adriana. Dopo essere partito per la guerra continuò a lavorare, dipingendo motivi più dinamici come esplosioni, motociclisti, aerei, aderendo così a quella che è stata definita "aeropittura" e scrivendo sotto falso nome numerose "parole in libertà". Ritornato a Perugia nel 1920, fonda "GRIFFA!", periodico d'arte in cui scrivono molti futuristi. Tenne a Roma la sua prima mostra personale, e visse nella città dal 1926 al 1939, finché non gli venne conferita la cattedra di Pittura all'Accademia di Perugia. Partecipò a tutte le attività del movimento Futurista, espose le sue opere alla Biennale di Venezia e nel 1932 venne definito nel Manifesto dell'Arte Sacra Futurista come il primo rinnovatore del Futurismo. Rimase sempre legato al Movimento, ed in particolare al suo "Paesaggio totale". Morì a Perugia nel 1977.